Ci sono terre in cui il confine non è soltanto una linea sulla carta. È un modo di vivere, di guardare chi arriva da fuori, di distinguere ciò che si conosce da ciò che fa paura. La Carnia raccontata da Ilaria Tuti in Ed è un poco la notte e un poco l’alba, edito da Longanesi, è proprio una terra così: aspra, antica, sospesa tra fede e superstizione, vita e morte, appartenenza e straniamento.
Al centro del romanzo c’è Serafina, nata durante una tempesta e cresciuta dalla nonna, donna legata a riti e saperi arcaici. Da lei impara il linguaggio delle erbe, la cura, quella forma di pietà che non ha bisogno di spiegazioni. Ma Serafina è anche attratta dalla scienza, dalla conoscenza, da tutto ciò che può sottrarre il mistero alla paura. Vive ai margini del paese, in una casa nel bosco, indipendente e guardata con sospetto, e proprio per questo diventa il personaggio ideale attraverso cui osservare un mondo in trasformazione.
Siamo tra il 1944 e il 1945. La guerra raggiunge la Carnia con l’arrivo dei cosacchi, alleati dei nazisti e destinati a insediarsi in quella che avrebbe dovuto diventare per loro una nuova patria. Entrano nelle case, occupano gli spazi, impongono una convivenza forzata. Portano violenza, soprusi e paura, ma anche famiglie, bambini, preti ortodossi, abitudini e nostalgie.
Ilaria Tuti non cancella mai la brutalità dell’occupazione, ma evita di costruire una storia divisa semplicemente tra buoni e cattivi.
Avvicinandosi a chi è arrivato da lontano, Serafina scopre che dietro l’immagine del nemico esistono anche esseri umani trascinati dalla Storia, uomini e donne capaci di ferire ma anche di soffrire, perdere, ricordare.
La Carnia non è soltanto lo scenario del romanzo: respira insieme ai personaggi. Boschi, erbe, fango, vento e montagne restituiscono tradizioni, religione e antichi rituali si mescolano alla concretezza della guerra.
Ed è un poco la notte e un poco l’alba è soprattutto un romanzo sul confine più difficile da attraversare: quello che separa noi dagli altri. Ilaria Tuti racconta una pagina poco conosciuta della nostra storia scegliendo di cercare, dentro la violenza e la paura, ciò che ancora resiste dell’umanità. E alla fine sono proprio le parole di nonna Silva a contenere il senso più profondo del libro: la pietà è amore. Non debolezza, ma il gesto ostinato di riconoscere una persona anche quando tutto intorno invita a vedere soltanto un nemico.
“Ed è un poco la notte e un poco l’alba” di Ilaria Tuti
16 Giugno 2026, Longanesi
Pagine: 320
Prezzo di copertina: 22,00 euro
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