Cesare Mai ci racconta “80 Paura”

Dal nostro speciale spazio su Instagram dedicato agli autori esordiente ed emergenti, abbiamo scelto di 'dar voce' a Cesare Mai con il suo romanzo "80 Paura", pubblicato da PAV Edizioni: un thriller tra omicidi, ossessioni e musica anni Ottanta in una Milano cupa e inquieta

Scritto da Marta Elena Casanova
Intervista a Cesare Mai con 80 Paura

Con “80 Paura”, Cesare Mai costruisce un thriller che mescola indagine e tensione psicologica, tenendo un punto fermo: la musica anni Ottanta. Con un equilibrio interessante tra noir classico e racconto emotivo, il romanzo, pubblicato da PAV Edizioni, prende avvio da un omicidio che colpisce subito per l’atmosfera: un giovane modello sudafricano viene trovato morto a Milano, in un appartamento freddo e quasi irreale nella sua perfezione asettica, poche ore dopo il suo arrivo in città.

A indagare è il fidanzato della bella dj Giulia, il commissario Fabio Mascioni, personaggio che si muove in una Milano cupa, bagnata dalla pioggia e raccontata lontano dalle immagini più glamour. Accanto a lui si inserisce Angelo Brambilla, cronista ambizioso e senza troppi scrupoli, deciso a trasformare il caso nello scoop della sua carriera. Intanto, mentre nuovi incidenti e morti misteriose iniziano a occupare le pagine di cronaca, prende forma la figura di un serial killer che lascia dietro di sé riferimenti precisi alla musica degli anni Ottanta.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più riusciti del libro. Le canzoni non sono semplici citazioni nostalgiche infilate nella trama per creare effetto, ma diventano parte integrante della narrazione. I brani accompagnano i delitti, evocano ricordi, emozioni e paure, fino a trasformarsi quasi in una firma dell’assassino. La musica, nel romanzo, è memoria ma anche ossessione, rifugio e lato oscuro insieme.

L’incipit rende subito bene il tono della storia: la pioggia incessante su Milano, la folla distratta che corre senza guardarsi negli occhi, il senso di anonimato urbano.

Lo stile di Cesare Mai è scorrevole e molto visivo. Le scene funzionano perché riescono a creare immagini nette, quasi cinematografiche, senza rallentare il ritmo dell’indagine. Il romanzo mantiene una buona tensione fino alla fine e alterna bene la componente investigativa a quella più psicologica, soffermandosi anche sul rapporto tra cronaca e spettacolarizzazione della violenza.

E in questo trova la sua identità più interessante: raccontare come certi brani possano restare legati ai momenti più profondi della nostra vita, compresi quelli che vorremmo dimenticare.

E ora lasciamo che sia l’autore, Cesare Mai, a svelarci qualcosa in più del suo romanzo:

  • Hai scelto gli anni Ottanta, un decennio spesso raccontato con nostalgia e leggerezza, per costruire invece una storia molto oscura. Come mai? 

La scelta degli anni 80 è stata dettata da ovvie ragioni sentimentali, quel periodo rappresenta una fase “felice” della mia vita, dettata dall’ entusiasmo dell’adolescenza. Ma dovendo cercare uno spunto per il mio secondo libro, l’idea di poter creare un contrasto così evidente tra la gioia della musica pop di quegli anni con la mente disturbata di un serial killer, mi è sembrato un ottimo argomento. L’ idea della cassetta usata per la copertina, rappresenta anche questo contrasto: per un lato A esiste anche un lato B, che gira nel senso opposto.

  • Se il killer di “80 Paura” avesse dovuto lasciare un solo brano finale come firma definitiva della sua storia, quale sarebbe stato, e perché?

La canzone che più rappresenta Luna e il suo lato oscuro credo sia , nonostante il nome sia preso dall’omonima canzone di Gianni Togni, Every breath  you take dei Police, un brano che da un lato è una dichiarazione d’ amore e dall’ altro una minaccia da stalker.

  • Qual è il tuo rapporto con la scrittura, e come mai prediligi questo genere letterario? 

A dire il vero la mia scelta per questo genere è stata dettata più dalla voglia di sperimentare che altro. Il thriller, e in genere tutte le letture in cui ci sia suspense e azione, sono di gran lunga le mie preferite. Il mio libro precedente, “Le vie del tabacco sono finite”, è stata una bellissima esperienza e questo mi ha dato coraggio per tentare nuovamente con un secondo che grazie a PAV Edizioni è stato nuovamente pubblicato. Devo dire che scrivere riesce a essere, almeno per me, un’esperienza “liberatoria”, cosa che non mi riesce altrettanto facile parlando in pubblico. Forse con il prossimo libro diventerà più semplice, ma al momento ci sto ancora lavorando.

“80 Paura” di Cesare Mai
23 Gennaio 2026, PAV Edizioni
pagine 215
Prezzo di copertina 12,00 euro

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