Irene Magni ci racconta “La Diva”

Dal nostro speciale spazio su Instagram dedicato agli autori esordiente ed emergenti, abbiamo scelto di 'dar voce' a Irene Magni con il suo romanzo "La Diva" (Edizioni Open), la storia di due giovani, poi adulti, e della loro scoperta del mondo e di sé stessi grazie a una protagonista indimenticabile

Scritto da Carlotta Pistone
"La Diva" di Irene Magni

Ci sono persone che vivono, brillano, precipitano attraverso il racconto che ne fanno gli altri. Di loro in molti credono di sapere tanto, ma sono tutte teorie, perlopiù prive di fondamento, basate sull’accumulo di episodi e dicerie. Attorno a queste persone è difficile sviluppare una storia con un inizio, un centro e una fine, perché incarnano una leggenda che è impossibile far rientrare nell’ordinarietà dei confini di spazio e tempo.

E una figura diventata per tutti leggenda è la protagonista del romanzo d’esordio di Irene Magni, “La Diva” (Edizioni Open).

La Diva, così viene chiamata, è una donna non più giovane ma a cui non si potrebbe mai dare dell’anziana, libertina ed esuberante all’ennesima potenza, che vive quasi da eremita il lusso del suo attico in centro tra quadri da collezione, diamanti e l’immancabile amaro Strega, per poi godersi sfacciatamente le notti patinate di Milano indossando paillette e concedendosi tanti uomini quanti brindisi.

Nessuno è in grado di fare un quadro della Diva, perché lei esiste nella forma di frammenti sparsi, che spesso nemmeno si incastrano. E l’autrice è stata molto brava a dar corpo, solo tratteggiandola, all’immagine di questa donna, mostrandocela eccessiva e al contempo impalpabile, e alternando i punti di vista degli altri due protagonisti del romanzo, Sara e Gianluca, con incursioni della Diva stessa. E saranno proprio i due giovani, che si ritrovano a vivere insieme e con lei all’inizio dell’università, imparando a conoscere come nessun altro questa mirabolante donna dalle molte fragilità, a rincontrarsi anni dopo ormai adulti, non troppo felici nel loro presente e con molto da chiarire del loro passato. Un incontro architettato, come solo lei saprebbe fare, proprio dalla Diva.

E ora lasciamo che sia l’autrice, Irene Magni, a raccontarci il suo romanzo:

  • Irene, ovviamente chi sia la Diva bisogna provare a scoprirlo leggendo il tuo romanzo, però ti chiedo: la Diva com’è nata? Il suo personaggio e la sua storia.

La Diva è nata da un incontro casuale. Un pomeriggio ero in fila al supermercato e davanti a me, alla cassa, c’era questa signora. Non so dire che età avesse. Truccatissima, piena di gioielli, ma in canotta sportiva e leggins leopardati. I capelli, cortissimi, interamente tinti di blu. Sembrava un’adolescente in rivolta, un punkabbestia, ma anche una venere vintage spuntata da chissà quale pasticcio d’arte. Eppure, nulla in lei era stonato. Era perfetta così, non le avresti cambiato una virgola. La sua immagine mi è rimasta addosso. Mi sono chiesta che vita potesse aver avuto, da dove venisse quello stile che non c’entrava nulla con il mondo, ma che su di lei mi era apparso perfetto. Ed eccolo, l’incipit della Diva. Il resto è venuto poi.

  • E ci sono anche le storie di Sara e Gianluca, che si conoscono grazie alla Diva e il cui destino resta legato – per non dire orchestrato – dalla tua protagonista. Il loro incontro con lei come cambia le loro vite?

Sara e Gianluca stanno muovendo i primi passi nel mondo degli adulti, della vita sanno poco o niente. Quando arrivano in casa delle Diva sono ancora due cuccioli con gli occhi stropicciati dal sonno. Hanno sempre vissuto protetti dalle famiglie, all’ombra di un’educazione imposta. Dalla Diva impareranno a guardare il mondo con i propri occhi, e non con lo sguardo che gli hanno sempre insegnato ad avere.

  • La Diva fa sorridere ma anche commuovere, perché al di là dell’esuberanza, c’è in lei un qualcosa di malinconico e decadente. Pensi che il suo modo di affrontare la vita sia solo effimero, tutta apparenza, o che si possa davvero essere felici in un’esistenza come la sua?

Questa domanda è un po’ il cuore di tutto il romanzo e, se me lo consenti, preferirei lasciare al lettore il modo di scoprirla. Ti posso dire che Diva è il soprannome che le viene dato, non scelto dalla protagonista: diventerà il suo cavallo di battaglia, ma in un certo senso anche la sua gabbia dorata. Esiste un modo esatto di vivere, di essere felici? La risposta – sempre che ne esista una sola – ho voluto affidarla alla voce della Diva, nel capitolo finale del romanzo.

  • C’è un personaggio che compare solo nel prologo e nell’epilogo. Pensando a Remì, vorrei domandarti: Diva si nasce o si diventa? E se ci si può trasformare in una Diva, o perlomeno fare un tentativo, hai qualche suggerimento da darci?

Credo entrambi. La prima forma che assumiamo, nel grembo materno, è quella di piccoli semini. Quando nasciamo in noi c’è già una certa predisposizione a diventare ciò che siamo destinati a essere, ma è anche vero che molto dipende dall’ambiente esterno, dall’educazione che riceviamo, dalla vita che accade. I più fortunati trovano subito la loro strada, altri devono fare un po’ più di fatica. Non so se esistono suggerimenti universali per riuscire a scovare la Diva che è in noi, credo sia un percorso personale, diverso per tutti. Forse, è proprio questo l’unico consiglio che mi sento di dare: non misurarsi con nessuno, soltanto con sé stessi. E ascoltarsi, lasciando perdere gli altri. Siamo semini, l’ho già detto: tutti abbiamo dentro una voce che sa già tutto, ci parla e ci indica la strada. Basta trovarla, e seguirla.

  • In una ipotetica trasposizione del tuo romanzo in film, che sarebbe sicuramente girato nel cuore più chic di Milano, chi vorresti nel cast per interpretare la Diva, Sara e Gianluca (magari anche il povero Matteo)?

Innanzitutto ti ringrazio per aver nominato Matteo, “vittima sacrificale” di questo romanzo. La storia gira intorno alle tre voci principali, ma anche lui, poveretto, fa la sua parte (sto pensando a un seguito dove gli darò giustizia…). Lui lo vedrei bene interpretato da Andrea Carpenzano. Per Sara direi Chiara Ferrara. L’ho appena scoperta e mi è piaciuta tantissimo. Gianluca invece lo affiderei a Francesco Gheghi. Per la parte della Diva vorrei Stefania Sandrelli: credo che saprebbe rendere alla perfezione quella malinconia di cui parlavamo prima.

Adesso parliamo un po’ di te…

  • Premesso che ti faccio i miei complimenti per lo stile e il ritmo del tuo romanzo, come nasce la tua passione per la scrittura?
"La Diva" di Irene Magni

L’autrice Irene Magni

Grazie per i complimenti! Riguardo allo stile e alla costruzione del romanzo, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Alessandro Ricci, che mi ha seguita durante l’editing. Ero – sono – una novellina, e l’aiuto di uno scrittore professionista mi ha aiutata a crescere. Ho iniziato a scrivere quasi per caso, per diletto, direi. Un giorno sono approdata alla piattaforma di Edizioni Open, e ho postato i primi racconti. Sempre sulla piattaforma ho pubblicato i primi tre capitoli de “La Diva”, Tiziano Pitisci li ha letti e sono piaciuti, così mi ha contattata e proposto di farne un romanzo.

  • Quali sono i tuoi scrittori di riferimento?

Potrei farti un elenco infinito, leggere è fondamentale se vuoi scrivere, o almeno provarci. In realtà, cerco di non somigliare a nessuno (non ne sono all’altezza), e di sviluppare uno stile che sia mio soltanto. Anche perché sono alle prime armi e ho ancora tantissima strada da fare, in fatto di scrittura. Ne scelgo tre, tra quelli che amo da lettrice: Starnone, Murakami, Roth.

  • Tu ami anche dipingere. Senti un legame tra l’arte della pittura e quella della scrittura?

Più che legame, mi verrebbe da dire che sento l’esatto contrario. Ho sempre inteso pittura e scrittura come due direzioni opposte, complementari. Ciò che non mi riesce di scrivere, lo dipingo, e viceversa.

  • Abbiamo scelto il tuo romanzo tra tutti quelli che hanno partecipato al nostro speciale Spazio dedicato agli Autori esordienti ed emergenti. Quali consigli ti sentiresti di dare a chi sta lavorando sul proprio primo manoscritto o sta cercando di capire come approcciarsi al mondo dell’editoria?

Da esordiente, so veramente ancora poco di questo mondo. Posso dire che la cosa che mi ha aiutato, e mi sta aiutando moltissimo, è confrontarmi con altri scrittori già affermati e non, frequentare incontri a tema e scuole di scrittura, misurarmi il più possibile con i professionisti del settore.

  • Infine: hai nuovi progetti letterari in cantiere?

Ho due serie di racconti che pubblico regolarmente sulla piattaforma di Edizioni Open, e il progetto per un nuovo romanzo, ancora in stadio embrionale. Soprattutto, sto continuando a studiare scrittura, per migliorare le tecniche e perfezionare lo stile.

“La Diva” di Irene Magni
22 Novembre 2025, Edizioni Open
Pagine 147
Prezzo di copertina 14,90 euro

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