Ci sono personaggi letterari che, una volta entrati nell’immaginario dei lettori, non se ne vanno più. Michele Balistreri è uno di questi. Con “L’amore non basta” (Marsilio), Roberto Costantini riporta sulla scena il suo commissario più controverso dopo l’ultimo capitolo del 2019, “Da molto lontano”. Il ritorno non è un semplice revival: è una storia potente, stratificata, che mescola thriller, memoria e tragedia umana con la consueta precisione narrativa dell’autore.
La vicenda si apre nel 1984, quando Balistreri viene spedito in Sardegna per punizione. Destinazione: la questura di Nuoro, nel cuore di una terra segnata dalla piaga dei sequestri di persona. È un fenomeno che in quegli anni ha un carattere quasi arcaico, dove il crimine si intreccia con codici d’onore, vendette e leggi non scritte. Non è il contesto più semplice per un poliziotto dal carattere spigoloso e dai metodi duri.
Il primo caso è già un pugno nello stomaco: il rapimento di una bambina del luogo, ritrovata poi morta in un nascondiglio sotterraneo. Il secondo riguarda invece il figlio di una ricchissima famiglia romana legata al mondo dell’edilizia e anche alla malavita. Due storie che sembrano diverse ma che affondano entrambe le radici in un sistema oscuro dove i pastori di Orgosolo, le faide e il silenzio collettivo diventano parte di un equilibrio fragile e pericoloso.
Costantini costruisce la tensione muovendosi tra due Sardegne opposte: da un lato la Barbagia aspra e profonda, fatta di gole, silenzi e tradizioni millenarie; dall’altro il lusso sfacciato della Costa Smeralda. In mezzo c’è Balistreri, uomo irrequieto e moralmente ambiguo, costretto a collaborare con l’agente sardo Filippo Martiradonna. I due sono quasi antitetici: Balistreri impulsivo e disilluso, Martiradonna pacifista, dispensatore di massime filosofiche, legato alla famiglia e alla sua terra.
Accanto a loro si muove Grazia, la moglie di Martiradonna. È uno dei personaggi più interessanti del romanzo: una giovane donna barbaricina cresciuta nella povertà e nella sopraffazione maschile, determinata a cambiare il proprio destino a qualsiasi costo. I rapporti tra i tre diventano presto una miscela esplosiva che trascina la storia verso un crescendo di inseguimenti, tradimenti e sparatorie.
Il ritmo è serrato, Costantini dissemina la narrazione di colpi di scena senza mai perdere il controllo della trama, la linea tra bene e male è volutamente sfumata. Non ci sono eroi puri: ognuno porta con sé una quota di colpa, di paura o di ambizione.
Ma il romanzo non si ferma agli anni Ottanta. Quarant’anni dopo ritroviamo Balistreri ultrasettantenne, in quel di Lampedusa, in un percorso nella memoria, una resa dei conti con il passato e con quella verità che, a volte, solo il tempo riesce a far emergere.
Ed è proprio qui che il titolo rivela il suo significato più profondo. L’amore, nel mondo di Balistreri, non basta a salvare nessuno. Non basta a fermare la vendetta, né a cancellare gli errori. È un sentimento magnifico e fragile allo stesso tempo, capace di illuminare la vita ma non di proteggerla.
Balistreri resta un personaggio scomodo, difficile da amare e impossibile da ignorare: l’uomo che nessuna donna vorrebbe accanto per tutta la vita e che, allo stesso tempo, tutti vorrebbero essere almeno per un giorno.
“L’amore non basta” è dunque molto più di un thriller. È una storia sul peso delle scelte, sulla memoria e sulla verità. E soprattutto su quella semplice, durissima constatazione che attraversa tutta la vicenda: nella vita l’amore può essere tutto, ma non sempre è sufficiente.
“L’amore non basta” di Roberto Costantini
3 Marzo 2026, Marsilio
Pagine: 416
Prezzo di copertina: 19,90 euro
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