Con l’avanzare degli anni e la conferma del successo come scrittore, Isidor Kraus ha maturato tutta una serie di personali convinzioni piuttosto critiche, per non dire caustiche, ma alquanto veritiere, che riguardano la propria professione e se stesso, il mondo letterario, i colleghi e infine i lettori, ossia coloro che continuano a garantirgli una solida fama. O una “patetica fama”, secondo la sua migliore amica ed ex amante Olga, che mal cela dietro la schiettezza della propria lingua un pizzico di invidia misto gelosia.
Certo Isidor non disdegna le giovani e avvenenti donne che subiscono il suo fascino e finiscono nel suo letto, così emancipate e perlopiù poco interessate alla natura di quelle inconsistenti avventure, fatta eccezione per l’ultima sua conquista, Maja, che pare si stia affezionando un po’ troppo…
Invece, a infastidirlo oltremisura, sono quei fan che con appassionate mail si rivolgono a lui come se lo conoscessero da sempre, e lo avessero compreso nel profondo, dal momento che hanno tanto amato uno o tutti i suoi libri. Quindi lo trattano da amico, confidente, consigliere, pretendendo ovviamente risposte all’altezza.
Isidor ha da tempo deciso di ignorarli, accettando di conseguenza che parte dei suoi convinti adulatori possano trasformarsi in acerrimi detrattori.
Quando però, in un giorno del cupo autunno di Belgrado, si ritrova nella casella di posta elettronica un messaggio da un anonimo che battezza il “minuscolista”, in lui si accende un barlume di curiosità. Nonostante l’inconcepibile assenza delle lettere maiuscole laddove la grammatica le esigerebbe, il testo delinea infatti un’originale e acuta considerazione sul protagonista del suo ultimo romanzo: “Una giornata a passo leggero”. Ancora troppo poco, in verità, per guadagnarsi una replica, almeno fino all’arrivo di una seconda mail, che ha un’enigmatica frase per oggetto:
“ciò che desidero dirle”
E questa volta c’è anche una firma.
Marko è il figlio di Irma, e Irma è stata il primo e più grande amore di Isidor, che allora aveva diciotto anni, mentre lei trenta. Isidor aveva appena perso la madre, all’improvviso, e Irma si è presa cura di lui, ha riempito un vuoto, gli ha donato un’estate indimenticabile, finché non è scomparsa.
“Nel mio nulla, tu eri tutto”
Questa è solo una delle centinaia di frasi che l’Isidor ragazzino, già indirizzato verso la scrittura, le dedicava appuntandole sul proprio taccuino. Forse quella di cui più si vergognava, e che comunque non ha mai potuto leggerle.
Ora, oltre trentacinque anni dopo, Marko ha cercato Isidor perché potrebbe essere l’unica persona in grado di aiutare Irma, colmando a sua volta un’oscura voragine apertasi nella mente della donna che ha profondamente amato.
Ripensando a lei, alla loro relazione così unica, che è stata salvifica e al contempo distruttiva, Isidor torna a quel passato che l’ha visto così giovane e perdutamente innamorato, poi abbandonato, quindi in fuga, seguendo il mantra:
“Di questi tempi se ne vanno tutti da qualche parte”
Torna a quel lungo viaggio per l’Europa che l’avrebbe portato senza una meta precisa da Venezia, a Parigi, fino a Mo i Rana, un remoto paesino tra i fiordi della Norvegia, a sperimentare sentimenti come il desiderio di vivere o morire, il bisogno di solitudine, la scoperta della libertà. Torna alle persone speciali che l’hanno accompagnato in questo percorso durato mesi, lontano da casa. Torna alla sua casa, sempre la stessa da cinquantacinque anni, dove ha abitato prima con entrambi i genitori, poi solo con il padre. E torna al padre, che se n’è andato da poco, e di cui si rende conto di non aver percepito altro che l’assenza dal momento in cui sono rimasti solo loro due. Un uomo in cui, adesso che ha raggiunto la mezza età, si rivede come in uno specchio e che avrebbe meritato uno sforzo maggiore di comprensione da parte sua. E che forse ora merita di riempire le pagine bianche del suo prossimo romanzo.
“Una giornata a passo leggero”, il nuovo romanzo della poetessa, scrittrice e giornalista serba Jelena Lengold, pubblicato in Italia da Voland e tradotto da Elisa Copetti, ruota attorno al ricordo di una lontana, struggente storia d’amore, e di un complesso rapporto padre-figlio, per raccontare il presente di un uomo attraverso la sua voce ironica e lucida di scrittore disilluso, diviso nella vita e nelle parole tra quel genere di saggezza che rivela una vena autocelebrativa e una modestia che sa di saccenza. A tratti amareggiato, a volte irritante, ammettendo di anelare null’altro che la pace così che nessuno si aspetti più nulla da lui, Isidor si rivela vero, illuminante, commovente.
“Una giornata a passo leggero” di Jelena Lengold
Traduzione di Elisa Copetti
6 Febbraio 2026, Voland
Pagine 224
Prezzo di copertina 19,00 euro
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