La signora che rispondeva alle lettere | Catherine Siguret

“La signora che rispondeva alle lettere” di Catherine Siguret (Mondadori) è una piacevolissima lettura natalizia carica di buoni sentimenti che fa rivivere, seppur romanzata, la figura di Magdeleine Homo, le cui ammirevoli gesta per il suo piccolo paese, portarono nel 1962 alla nascita alla Segreteria di Babbo Natale delle Poste Francesi, ancora oggi attivo

Scritto da Carlotta Pistone
“La signora che rispondeva alle lettere” di Catherine Siguret

Nel 1960 la pittoresca cittadina di Veules-les-Roses, rinomato villaggio balneare della Normandia dal fiume più corto di Francia, può vantare una responsabile dell’ufficio postale a dir poco d’eccezione: Magdeleine Morin.

Magdeleine, infatti, dotata di una straordinaria sensibilità, non si limita a occuparsi della posta altrui, ma nei suoi trent’anni di lavoro allo sportello ha imparato a comprendere da pochissimi dettagli lo stato d’animo dei suoi clienti e ad agire di conseguenza, regalando comprensione, consigli o semplicemente qualche parola gentile. Per questo è molto benvoluta e per lei è piuttosto facile sapere tutto di tutti, visto che il suo ufficio è il centro nevralgico del paese.

Oltre a essere particolarmente devota alla professione, che in quanto “servizio pubblico” intende come vera e propria “opera di altruismo”, la vita di Magdeleine ruota attorno alla cura della sua famiglia in veste di impeccabile moglie, madre, nonna. Ciò non toglie che, a volte con un po’ di sfacciataggine, sappia far valere le proprie opinioni e la propria indipendenza, accanto a quella sua innata vena curiosa che non disdegna la ventata di novità modaiole e tecnologiche portata dall’inizio degli anni ’60.

A destabilizzarla arriva purtroppo la partenza del figlio Yves per il fronte della guerra d’Algeria, ma dopo un periodo di grande scoraggiamento, la responsabile dell’ufficio postale non può fare a meno di risollevarsi e tornare a dedicarsi agli altri con ancora più dedizione. L’occasione perfetta le si presenta con l’avvicinarsi delle festività, quando per tutto dicembre, come ogni anno, nella casella dedicata fioccano le letterine dei bambini a Babbo Natale. Peccato che secondo il severo regolamento delle poste, a Veules fatto rispettare dall’insopportabile e intransigente ispettore dipartimentale Bouquet, tutte le missive graziosamente decorate siano destinate non alla Lapponia, bensì al macero.

Bisognosa come non mai di fare del bene, anche per sopperire alla mancanza che sente del figlio lontano, e proprio partendo dalla busta dell’adorata nipotina Gabrielle, Magdeleine non solo decide di conservare e nascondere le lettere, ma addirittura di aprirle e leggerle a una a una. E ciò che trova scritto in alcune, per lei si rivela una grande sorpresa: i giocattoli richiesti sono tanti, certo, ma in mezzo spuntano anche desideri molto più profondi e toccanti. Gabrielle, di appena sei anni, ad esempio chiede di poter rivedere il suo papà e rivela una tristezza di cui la nonna, seppur attaccatissima alla piccina, non si era assolutamente resa conto.

Come fare, quindi, per non deludere le aspettative di questi giovani, innocenti animi? Per Magdeleine, poco avvezza a seguire regole che considera inutili, non esiste altra soluzione se non quella di rispondere di proprio pugno, ovviamente firmandosi “Babbo Natale” e dispensando gli immancabili regalini, il tutto con il supporto dalla postina Françoise, con la quale ha stretto un sincero legame di amicizia.

Una bizzarria che, c’era da aspettarselo, raggiunge in un battibaleno le orecchie degli adulti, e i più ci mettono poco a intuire chi ci sia dietro a questa iniziativa, seppur la responsabile dell’ufficio postale continui ad agire nell’anonimato. Non tutti però gradiscono. Il parroco considera Babbo Natale blasfemo, il rigido maestro “staliniano” Guichard ritiene il Natale uno scandalo, l’ispettore Bouquet non può tollerare questa fuga epistolare che contravviene alle normative del bollettino delle Poste e Telecomunicazioni.

Comunque, se la novità si fosse esaurita con le feste, nessuno se ne sarebbe più preoccupato. Invece, sull’onda dell’entusiasmo, soddisfatta degli sprazzi di gioia che ha portato a tanti, in un così breve periodo e con così poco, Magdeleine si convince che questo suo ruolo non può limitarsi a un solo mese e riguardare unicamente i bambini. Quindi, ciò che era partito come una sorta di gioco, si trasforma per lei in una missione.

Deve salvare Françoise che, ormai è più chiaro, viene malmenata dal marito, ma ha troppo paura delle conseguenze per chiedere il divorzio. Deve capire se il soldato scozzese che è stato il grande amore di Éléonore durante la Seconda Guerra Mondiale, e le ha dato una figlia, è davvero morto durante la strage di alleati causata dai tedeschi sulle loro coste nel 1940. Deve scoprire di più sulla famiglia di sarti parigini che non ha mai legato con nessuno a Veules, nonostante risiedano lì da vent’anni, guarda caso proprio dal periodo della guerra. Da monitorare c’è anche Armand, il figlio dei contadini che viene maltrattato… ma quelli saranno davvero i suoi genitori? E poi deve far tornare il suo Yves a casa, a tutti i costi e il prima possibile.

Nei panni di confidente, consigliera e pure un po’ di detective, rischiando di finire in più di un pasticcio a causa delle bugie che deve propinare per portare avanti le proprie indagini, e cercando tra l’altro di insospettire il meno possibile il marito Georges, che non sarà una cima ma nemmeno è completamente rimbambito, Magdeleine trascorrerà un anno a rimettere insieme i pezzi dei tanti puzzle che si impuntata di voler ricostruire. Almeno fino all’arrivo del Natale successivo, quando troverà ad attenderla tante nuove letterine, sempre di più, e non solo dai bambini di Veules. Ma dovrà di nuovo fare i conti con chi ha deciso di metterle i bastoni tra le ruote, e da cui questa volta non riceverà alcuno sconto, anche perché il suo è ormai diventato un caso nazionale…

“La signora che rispondeva alle lettere” di Catherine Siguret (Mondadori) è una piacevolissima lettura natalizia carica di buoni sentimenti, che risplende alla luce dell’implacabile Magdeleine Morin, donna dall’immenso e caparbio cuore. Nonché, nella quotidianità del minuscolo borgo di Veules, anche significativo esempio di quell’emancipazione femminile all’epoca già in via di diffusione a Parigi e nelle grandi città. E seppur qui “ritoccata” ai fini narrativi, Magdeleine è realmente esistita (all’anagrafe era Magdeleine Homo) e furono le sue gesta a permettere la nascita nel 1962 di uno speciale servizio delle Poste Francesi ancora oggi attivo: la Segreteria di Babbo Natale.

“La signora che rispondeva alle lettere” di Catherine Siguret
Traduzione di Francesca Mazzurana
21 Ottobre 2025, Mondadori
Pagine 240
Prezzo di copertina 19,50 euro

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