Mandorla amara | Cristina Cassar Scalia

"Mandorla amara" di Cristina Cassar Scalia (Einaudi): un caso intriso di segreti, mandorle e cianuro per il ritorno di Vanina Guarrasi

Scritto da Marta Elena Casanova
“Mandorla amara” di Cristina Cassar Scalia

Cristina Cassar Scalia torna con un giallo che profuma di salsedine, cianuro e mandorle tostate. È un aroma strano: dolcezza e veleno nella stessa boccata. Si tratta di “Mandorla amara” (Einaudi), che vede nuovamente protagonista Vanina Guarrasi, vicequestore a Palermo.

Il romanzo si apre con un panfilo immobile sotto il sole d’estate, nelle acque tra la Sicilia e le Eolie, e sette corpi che aspettano solo la voce di un medico legale per raccontare la loro fine. A trovarli sono l’avvocata De Rosa e l’immancabile Adriano Calì, che ha il dono di capire la morte quasi prima ancora di guardarla. Stavolta individua subito la mano del cianuro, mescolato a quel latte di mandorla che non è solo un dettaglio gastronomico, ma un indizio culturale ed economico. Perché tra le vittime ci sono i Lavinaio, signori del latte di mandorla, padre e figlio.

Vanina entra in scena nell’indagine e contemporaneamente dentro la propria vita, che ultimamente sembra sfuggirle via. Paolo non c’è, o meglio: c’è il suo silenzio. E quel silenzio pesa quanto un’ancora sul fondo del mare. Chi conosce la serie sa che le fragilità di Vanina fanno parte del fascino del personaggio: questa donna che riesce a leggere la scena di un crimine con lucidità chirurgica, ma inciampa nel lato sentimentale come chi cammina al buio in una stanza piena di mobili.

L’indagine si allarga subito come un’onda lunga. Sette morti sono un’enormità: sette storie, sette ambienti, sette possibilità di deviazione. Le prime piste sembrano promettenti, quasi troppo. Poi si spezzano, portando Vanina, la sua squadra e l’immancabile commissario in pensione Biagio Patanè, a indizi che non si incastrano mai del tutto.

Il ritmo è rapido, senza frenesia, con dialoghi vivi, una Sicilia raccontata senza folclore da cartolina, ma come terra che respira, soffoca, accoglie e respinge a seconda dei momenti. Da Catania a Palermo, dalle case assolate alle Eolie trasfigurate dal caldo, lo sfondo è un personaggio a sé.

Vanina è in pausa forzata con Paolo, la loro storia scorre sottotraccia, più che altro nella mancanza. Scalia decide di non risolvere nulla, di lasciare il lettore con il dubbio.

Quanto al giallo, invece, la soluzione arriva, e non in modo banale.

“Mandorla amara” è un tassello maturo della saga: non il più sconvolgente, ma uno dei più equilibrati. Una storia che scorre con la complessità gentile tipica dell’autrice, dove il sapore dolce-amaro non è solo quello delle mandorle, ma della vita stessa di Vanina. E come sempre, quando chiudi il libro, ti resta addosso quella voglia stranissima di seguirla ancora, difetti compresi, nel prossimo caso storto che attirerà come una calamita.

“Mandorla amara” di Cristina Cassar Scalia
18 Novembre 2025, Einaudi
Pagine 272
Prezzo di copertina 18,50 euro

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