La regola del becchino | Oliver Pötzsch

Con “La regola del becchino” (SEM), Oliver Pötzsch ci guida in un affascinante giallo storico ambientato nella Vienna di fine Ottocento, tra misteri, sedute spiritiche e l’evoluzione della scienza forense

Scritto da Marta Elena Casanova
La regola del becchino, di Oliver Pötzsch

Nel cuore della Vienna di fine Ottocento, dove la scienza e lo spiritismo si intrecciano in un gioco di luci e ombre, “La regola del becchino” (SEM) ci catapulta in una storia ricca di mistero, suspense e rivelazioni inquietanti. Oliver Pötzsch ci regala un giallo storico che fa riflettere sulle paure, le credenze e i cambiamenti di un’epoca in rapida trasformazione.

La trama prende vita nel 1895, quando un gruppo di turisti trova un cadavere nella cripta sotto la Cattedrale di Santo Stefano a Vienna. Il corpo, contorto dal terrore, appartiene al dottor Theodor Lichtenstein, un medico noto per la sua avversione verso lo spiritismo che dilaga nella capitale austriaca. Le circostanze della sua morte sembrano suggerire un delitto, e a indagare sull’accaduto è Leopold von Herzfeldt, giovane ispettore dalle grandi promesse ma ancora in prova. La sua ricerca lo porta a confrontarsi con la Vienna dei circoli spiritici, un mondo affascinante e oscuro, in cui le credenze nei fantasmi si mescolano con la scienza nascente.

Il colpo di scena arriva quando Augustin Rothmayer, il becchino del cimitero centrale, avverte Leopold di un misterioso caso di sparizioni tra i bambini di un orfanotrofio cittadino. Una scoperta che si intreccia con il caso di Lichtenstein e che porta l’ispettore a seguire tracce oscure e minacciose, tra cui la figura dell’“uomo nero” che sembra attirare i bambini fuori dalle mura dell’ospizio.

A fianco di Leopold, troviamo anche il personaggio di Julia Wolf, fotografa forense, madre di una bambina e amore segreto dell’Ispettore, che entra nel caso con il suo occhio acuto e la sua capacità di leggere la realtà nei dettagli.

In parallelo, il romanzo introduce anche Maria Vanotti, una famosa soprano legata al mondo delle sedute spiritiche. Maria, con il suo fascino, è una delle protagoniste dei circoli che proliferano a Vienna in quegli anni, dove la ricerca dei contatti con il mondo degli spiriti diventa una moda e, spesso, una truffa. La sua figura misteriosa si intreccia con gli eventi, aggiungendo tensione e pericolo a un quadro già intricato.

Pötzsch dipinge un affresco vividamente dettagliato di Vienna, descrivendo un’epoca in cui il confine tra scienza e occulto si fa sempre più sfumato. La città è uno scenario inquietante, un crogiolo di paure ancestrali e innovazioni moderne.

Con “La regola del becchino”, Pötzsch esplora un’epoca di trasformazioni sociali e culturali, in cui l’innovazione tecnologica, come l’elettricità, la fotografia e il cinema, irrompeva nel quotidiano, cambiando per sempre la percezione del mondo.

Altro aspetto affascinante è l’evoluzione dei metodi investigativi: l’intuizione e il fiuto, un tempo protagonisti, iniziano a lasciare il passo alla scienza forense, un cambiamento che segnerà per sempre la lotta al crimine. La storia si dipana tra scoperte scientifiche, interrogatori e intuizioni, senza mai perdere di vista il mistero che avvolge i protagonisti.

“La regola del becchino” di Oliver Pötzsch
23 Settembre 2025, SEM
Pagine 432
Prezzo di copertina 22,00 euro

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