Un mite autunno sta avvolgendo la Capitale quando in Laura si scatena una vera e propria tempesta.
Quarant’anni, un marito avvocato di successo, due splendide bambine solari e ubbidienti, una casa da far invidia con domestica onnipresente, un lavoro nella prestigiosa agenzia immobiliare della suocera di cui è diventata anche socia. In apparenza nulla potrebbe far pensare che la vita di Laura non sia perfetta. Lei però ormai da tempo, nella sua vita, ha iniziato a sentirsi incasellata, ingabbiata nel ruolo di moglie, madre, donna in carriera che altri hanno deciso per lei. E per evadere almeno con la mente da un’esistenza che avverte come una prigione, Laura ha cominciato a bere. Trascorre le giornate in attesa della sera per mettere le figlia a letto e aprirsi una bottiglia di vino, che finirà prima di crollare sul divano del salotto dove a ritrovarla e a guardarla con disprezzo sarà il marito Nicola, di rientro dall’ufficio sempre più tardi.
La goccia che fa traboccare il vaso arriva una mattina di fine ottobre, quando la suocera Livia conclude al posto suo, senza alcuno scrupolo, un affare a cui Laura teneva molto. La vendita secondo lei assolutamente svantaggiosa dell’immobile di un’anziana contessa piena di debiti a cui si è tanto affezionata, e che in quell’occasione le dà il consiglio di cui aveva più bisogno.
La contesa chiude le mani a coppa, prima di affermare: «Vede cara, una vita è solo il contenitore di tante altre vite. A volte le ignoriamo, ma è soltanto la paura di viverle, allora cosa facciamo? Fuggiamo, ma il coraggio consiste nel viverle tutte! Dalla prima all’ultima vita, inaspettata e improvvisa che sia!».
“Il coraggio è viverle tutte!”, ripete Laura dentro di sé.
Così Laura quel giorno decide di non ripresentarsi al lavoro, e nemmeno il successivo, con l’idea magari di non rimetterci più piede. Manda al diavolo la suocera, mentre tra lei e il marito il muro di incomprensioni che li divide si inspessisce. Perché lui non comprende il suo atteggiamento, non concepisce questa pausa che si vuole prendere da tutto ciò che è stata finora, visto che a suo parere non le è mai mancato nulla. Non può accettare la necessità sempre più evidente della moglie di volersi allontanare da lui, dalla carriera, anche dalle loro bambine. E poi per inseguire cosa? Quali sogni?
Sconvolta a sua volta dal proprio cambiamento, dalle scelte che stanno maturando in lei, è il destino a dare una risposta a Laura, quando la prende per mano e la conduce in un luogo particolare, alle porte del parco di Villa Borghese, poco distante dalla scuola delle figlie. Si tratta di una piccola libreria suggestiva e speciale, che vende solo classici, tra cui volumi antichi, rari e prime edizioni, e dove ci si può anche intrattenere per ore a leggere con Bach in sottofondo e i cellulari rigorosamente silenziati. Ma soprattutto è la libreria in cui Laura ha trascorso tanto prezioso tempo insieme alla sua amata mamma, che se ne è andata troppo presto lasciandole dentro un vuoto incolmabile. Inspiegabilmente si era scordata di quel posto magico e le sembra incredibile che il proprietario, un sessantenne dal barbuto volto corrucciato e lo sguardo tra l’accigliato e il malinconico, la pipa perennemente tra le labbra, sia lo stesso ragazzo che se ne stava seduto allo stesso modo in cassa, assorto tra le pagine e con un piede in continuo movimento, quando lei da piccola andava lì con la madre.
Alfonso non l’ha riconosciuta, ma l’ennesima volta in cui quella donna tentennante nel portamento e nella voce, sempre nascosta dietro grandi occhiali da sole neri, si palesa nel suo negozio, capisce cosa sta cercando senza che nemmeno lei ancora lo sappia: riscoprire se stessa attraverso la riscoperta dell’amore per i libri.
Anche se lui non la può pagare, Laura decide comunque di cominciare a dargli una mano sistemando i libri sugli scaffali, e a poco a poco entra in punta di piedi nel mondo di quel vegliardo tanto introverso e criptico nei rapporti umani quanto trasudante cultura e passione letteraria, che su di lei ha esercitato un immediato fascino. E nonostante lui si ostini a non volerle dare del tu e a mantenere una certa distanza, se non quando la introduce a grandi romanzi del passato che Laura divora uno dopo l’altro, l’attrazione è reciproca.
La travolgente seppur incerta relazione che nasce tra i due, come ogni storia d’amore segreta, non può però che creare insicurezze e turbamenti. Perché il presente ritirato di Alfonso, che lui ha definito basato sul fallimento, nasconde più di un’ombra risalente al passato.
«[…] a un certo punto mi sono ritrovato sommerso da una nube di fumo. Forse è per questo che amo la pipa. Fumo per offuscare le tante lacerazioni che ho dentro.»
Ma soprattutto perché Laura, per Alfonso e per il sogno che rappresenta, sta lasciando andare alla deriva la sua famiglia, sta trascurando quella che è la sua migliore amica fin dall’infanzia, sta voltando le spalle alle proprie responsabilità.
E si trova di fronte a un bivio: continuare a seguire la nuova strada che ha intrapreso, restare al fianco di Alfonso e aiutarlo a salvare quella libreria trasformatasi nel suo rifugio, oppure tornare sui suoi passi, dalle sue figlie e dal marito, rinunciando però, ancora una volta, a una parte fondamentale di se stessa?
«La-vita-inizia-dopo-i-bivi-che-abbiamo-superato».
“La piccola libreria degli amori persi e ritrovati” di Francesca Sbardellati, pubblicato da Newton Compton, è un romanzo d’esordio carico di tensione emotiva dalla prima all’ultima pagina. All’interno di una narrazione che procede lineare, la coinvolgente scrittura dell’autrice permette di addentrarsi in tutta la complessità dei sentimenti contrastanti che prova la protagonista, riconducibili a tematiche molto importanti: l’abuso di alcool, l’elaborazione del lutto, il bisogno di sentirsi amati e apprezzati, di trovare il proprio posto nel mondo, il desiderio di autonomia, la possibilità di riscoprire e coltivare le proprie passioni, come quella per i libri, nel caso di Laura. E la sua tormentata relazione con il libraio funziona da ottimo espediente per mettere in realtà in luce le tante fragilità di una donna che all’improvviso si rende conto di aver qualcosa dentro di guasto da aggiustare e deve lottare, trovare la forza e il coraggio, soffrendo e facendo soffrire, di guarirsi.
“La piccola libreria degli amori persi e ritrovati”
di Francesca Sbardellati
13 Maggio 2025, Newton Compton Editori
Pagine 352
Prezzo di copertina 12,90 euro
