Tre giorni di giugno | Anne Tyler

“Tre giorni di giugno”, nuovo romanzo di Anne Tyler pubblicato in Italia da Guanda, è il racconto dolceamaro dei tre giorni che ruotano attorno al matrimonio di Debbie e soprattutto alle preoccupazioni presenti e alle delusioni passate della madre Gail, riflessioni che parlano di famiglia e del rapporto genitori-figli, di amore e di infedeltà, di sconfitte e nuovi inizi

Scritto da Carlotta Pistone
romanzo di Anne Tyler "tre giorni di giugno"

“Tre giorni di giugno”, nuovo romanzo della pluripremiata autrice statunitense Anne Tyler (vincitrice, tra gli altri, del Pulitzer nel 1988), è il racconto di tre giorni di giugno, appunto, il cui fulcro è il matrimonio della trentenne Debbie. Vera protagonista di questa storia dolceamara non è però la sposa, bensì la madre Gail. Ed è la sua voce, così vera, umana e a tratti laconicamente ironica nel disincanto che sente dentro e non può mostrare, a rivelare le ansie e le preoccupazioni da cui è scossa in quel delicato momento. Apprensioni, ma anche delusioni e sconfitte radicate in lei e nel suo passato, che le nozze della figlia ridestano, rimescolano, fino a dar loro un altro significato.

In modo molto lineare, il romanzo è suddiviso in tre parti e inizia dal “Beauty Day”, il giorno che precede il grande evento. Non una bella giornata per Gail, in realtà, a cui è appena stato comunicato che verrà sostituita nel ruolo di assistente della direttrice nella scuola in cui lavora da sempre. Una decisione che assolutamente non si aspettava, così come il rimprovero che tra le righe le è stato mosso“Nessuno mi aveva mai detto che non ci sapevo fare con le persone” -, proprio a lei che per anni è stata un’eccellente insegnante. E men che meno si aspettava che l’ex marito bussasse alla sua porta alla disperata ricerca di una sistemazione per quelle due notti. Invece eccolo lì Max, al suo solito sciupato, privo di regole e organizzazione, in più senza un abito adatto alle prove generali del pomeriggio e alla cerimonia dell’indomani, ma con appresso una gatta che chiaramente vuole rifilare a Gail.

Il clou, però, di quelle stressanti ore, sopraggiunge con l’inattesa apparizione di Debbie, che nonostante sia appena uscita dal centro benessere sembra stare tutt’altro che bene, ed è ovvio che il malessere deve centrare con Kenneth, il fidanzato. Infatti, il viso inondato di lacrime, al cospetto dei genitori basiti, dichiara: «Non posso sposarlo.»

Il ragazzo pare averla combinata grossa, ma di fronte alla spiegazione della figlia, che ancora non sa quanto credere nelle chiacchiere trapelate durante la manicure, le reazioni di Gail e Max sono opposte: mentre il padre le suggerisce di andare subito a parlare con il futuro marito, perché è certo che la sua versione sarà diversa e insieme risolveranno tutto, la madre si dimostra molto più prudente, quasi diffidente, decisamente dubbiosa. E per la prima volta si rende conto che sta lasciando andare la sua bambina, che sta affidando la sua felicità a qualcun altro e che c’è il pericolo che felice possa non esserlo, nel presente e soprattutto nel futuro.

Cosa può fare, dunque, questa donna di sessant’anni da tempo insoddisfatta della propria vita, mamma di una figlia ormai adulta e indipendente, ex moglie di un uomo che l’ha portata così a lungo in palmo di mano senza che lei se lo meritasse davvero? Niente, può stare a guardare e assecondare i preparativi che procedono come se nulla fosse, domandandosi sempre più inquieta se tutto andrà davvero a buon fine. Intanto le prove in chiesa e al ristorante creano la situazione ideale per l’inevitabile confronto con i consuoceri, in particolare quello di Gail con Sophie, la sofisticata madre dello sposo, che di fatto si è occupata dell’organizzazione con molta più dedizione di lei e con eleganza non lo nasconde. E poi c’è quella sua vecchia fiamma che non aveva idea fosse lo zio di Kenneth, un uomo molto più affascinante del ragazzo che era stato, e che il suo fascino è intenzionato a sfruttarlo per riconquistarla.

Al “D-Day” si arriverà, e anche al “The Day After”, sempre seguendo le riflessioni di Gail, che dalla figlia e il presunto tradimento di Kenneth si spostano a mano a mano sulla propria vita, sul proprio matrimonio fallito, sul perché con Max non abbia funzionato, o meglio, sul perché a un certo punto abbia smesso di funzionare.

Temeva che volessi risollevare l’argomento di Kenneth, si capiva. Voleva bloccarmi in tempo. Ma io sono stata più veloce. «Deb, non posso lasciare che tu pensi… So cosa stai pensando. Ma non è giusto nei confronti di tuo padre. Non è stato lui. Sono stata io.»
«Cosa?»
«Sono stata io a fare quello stupido errore.»

Riflessioni sul tema dell’infedeltà che si può commettere o subire, con cui come nel caso di Gail si può imparare a convivere, e che a lungo andare, passati ostilità e sensi di colpa, può avere qualcosa da insegnare per tornare con occhi nuovi a guardare avanti. O magari indietro.

“Tre giorni di giugno” di Anne Tyler
27 Maggio 2025, Guanda
Pagine 192
Prezzo di copertina 18,00 euro

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