Con “Delitto di benvenuto”, giallo pubblicato da Einaudi, l’autrice ci catapulta nella Sicilia degli anni Sessanta, e ci presenta un personaggio destinato a lasciare il segno: il commissario Scipione Macchiavelli.
E che ingresso, il suo. Giovane, romano, figlio di uno stimato principe del foro, Scipione si distingue subito per il suo stile da dandy incallito, immerso nella mondanità della Roma della “dolce vita”. Ma sotto i completi ben stirati e il sorriso da sciupafemmine si nasconde una mente brillante, un intuito latente che il destino e un trasferimento punitivo a Noto, in Sicilia, sapranno risvegliare.
Il romanzo si apre proprio con questa caduta (o risalita, a seconda dei punti di vista): travolto da uno scandalo sentimentale, Scipione viene spedito con effetto immediato nella quieta provincia siracusana. Ma il benvenuto che lo attende è tutt’altro che placido: un direttore di banca è scomparso e poco dopo viene ritrovato morto. Per il neo-commissario, è il primo vero omicidio da affrontare.
La forza del romanzo non sta solo nell’intreccio, ma anche nell’atmosfera: Cassar Scalia è abile nel restituire il sapore degli anni Sessanta con tocchi precisi, senza mai cedere alla nostalgia facile. Il “Giornalino di Gian Burrasca” in tv, i termosifoni ancora rari, il boom che convive con la miseria, i pettegolezzi di paese e l’Italia che comincia lentamente a cambiare: tutto contribuisce a costruire un mondo vivido, in cui è piacevole immergersi.
Noto, con i suoi palazzi barocchi e le strade acciottolate tutte in salita, è più di un semplice sfondo. E lo stesso vale per la squadra del commissariato, con Catalano, Mantuso, Giordano e Baiunco che affiancano Scipione non solo sul piano operativo, ma anche umano. È attraverso il loro sguardo che il romano mondano comincia a trasformarsi, a sporcarsi le mani, a scoprire un nuovo modo di fare il poliziotto.
Ma non poteva mancare una donna, e quindi eccola: Giulia Marineo, farmacista dalla mente acuta e dal cuore irrequieto, che sembra rappresentare per Scipio non solo un possibile interesse amoroso, ma anche un ponte tra due mondi: il suo passato romano e il presente siciliano.
La trama di “Delitto dii benvenuto” è efficace, l’obiettivo principale è introdurre personaggi, dinamiche e ambientazione che torneranno. Scipione Macchiavelli non è un eroe infallibile, ma un uomo in divenire: carismatico ma ancora immaturo, ironico ma non cinico, fragile dove meno ci si aspetta. E proprio per questo risulta autentico, accattivante.
Cristina Cassar Scalia firma così una prima indagine dal gusto rétro ma dallo spirito moderno, un giallo che non si limita a risolvere un mistero: se l’intento era farci affezionare a questo nuovo commissario, missione compiuta. E se il buongiorno si vede dal “delitto”… non vediamo l’ora di leggere il prossimo.
“Delitto di benvenuto. Un’indagine di Scipione Macchiavelli”
di Cristina Cassar Scalia
13 Maggio 2025, Einaudi
Pagine: 320
Prezzo di copertina: 19,00 euro
