Editing e correzione di bozze: qual è la differenza?

Se avete deciso di affidare il vostro manoscritto a un professionista prima di presentarlo a case editrici e pubblico, vi starete chiedendo: “Devo rivolgermi a un editor o a un correttore di bozze? Come faccio a decidere?”. Capire quali sono le differenze tra questi due servizi editoriali vi sarà utilissimo!

Scritto da Carlotta Pistone
editing

Immaginate il processo di realizzazione di un libro come un viaggio a tappe che ha nella pubblicazione la sua meta conclusiva. Meta che, d’altronde, è il sogno conclamato di ogni scrittore, esordiente o meno.

Tra la stesura (o più stesure) del manoscritto da parte dell’autore e la pubblicazione per mano di una casa editrice o della propria – attraverso il self-publishing – è però fondamentale soffermarsi a riflettere e prendere in considerazione due passaggi: l’editing e la correzione delle bozze.

Due servizi editoriali ben distinti di revisione del testo, che mettono in campo altrettante specifiche figure professionali: l’editor e il correttore di bozze, ossia coloro che giocano un ruolo determinante nel trasformare un buon manoscritto in un bel libro.

A questo punto, la prima domanda che sorge spontanea è: “Perché non posso occuparmene da solo?”.

Perché l’occhio esterno ed esperto del professionista guarda al testo con gli strumenti, la competenza e l’imparzialità che difficilmente l’autore stesso sarebbe in grado di applicare alla propria opera.

E poi la seconda domanda, quella che in genere crea più confusione quando non si è del settore: “Ma che differenza c’è tra editing e correzione di bozze?”.

Scopriamolo insieme.

Editing: la cura del contenuto

editingFare l’editing di un manoscritto vuol dire controllare, revisionare, rielaborare (non riscrivere) la vera sostanza del romanzo, come: struttura della trama, logicità spazio-temporale, caratterizzazione dei personaggi e i loro dialoghi.

L’editor professionista, quindi, si occuperà di rendere coerenti i personaggi in base al profilo che ne è stato tracciato, di aggiustare scambi di battute troppo elaborati, lunghi, superflui o poco realistici, di verificare e stabilire la successione cronologica degli avvenimenti e dei capitoli, di studiare per questi ultimi una suddivisione che renda la lettura ben calibrata.

Dunque la correzione c’è, ma riguarda unicamente le imperfezioni del testo emerse a livello del contenuto, con un occhio puntato sullo stile narrativo adottato che, come tutto il resto, deve risultare uniforme e attrattivo.

Correzione di bozze: la forma è indispensabile

E dopo la sostanza, si deve passare alla forma. Con la correzione delle bozze l’attenzione si sposta sulla revisione di lessico e grammatica, sull’eliminazione di refusi e di eventuali errori di battitura sfuggiti all’autore, sull’esatta punteggiatura, per far sì che il manoscritto approdi in una casa editrice senza alcuna imprecisione nella scrittura e conforme ai principali canoni richiesti in fase di presentazione (o di auto-pubblicazione).

Parlando di forma, poi, non può essere trascurato l’aspetto ‘estetico’ dell’opera. È quindi necessario che abbia anche la giusta formattazione e sia gradevole a livello grafico e visivo. Qualche esempio? La scelta di un unico font, l’uso appropriato di grassetto e corsivo, l’eliminazione di spazi superflui, gli adeguati rientri per i paragrafi, il rispetto dei diversi tipi di virgolette per dialoghi, pensieri, citazioni, etc.

Due servizi editoriali complementari: come scegliere quello più adatto?

Ora che ne abbiamo delineato i tratti salienti, dovrebbe essere chiaro che l’editing e la correzione di bozze non sono attività di revisione che si escludono l’un l’altra, ma insieme contribuiscono a rendere un libro corretto, logico, accattivante, quindi una lettura piacevole e coinvolgete. Questo perché, come abbiamo visto, vanno a operare su due piani diversi: quello di contenuto e stile e quello della forma.

Non necessariamente, però, un manoscritto può aver bisogno di entrambi i servizi.

Una tappa preliminare, in quanto strumento efficacie e rapido per capire quali sono e come gestire le principali problematiche della propria opera di narrativa, è la scheda di valutazione. Grazie a una sorta di report che individua i punti di forza e di criticità, l’autore potrà decidere dove provare a intervenire in autonomia e in quale ambito, invece, gli converrà chiedere l’aiuto di un professionista.

Infine, premesso che né editor né correttore di bozze vanno mai a sostituirsi allo scrittore, sicuramente il lavoro di editing è più oneroso (a livello economico e tempistico) di quello della correzione delle bozze. A onor del vero, è anche importante precisare che spesso è complesso e poco utile (ai fini della meta ultima: la pubblicazione) correggere le bozze di un testo che non sia già stato sottoposto a un buon editing.

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Credits immagini:
Photo by Mathilde Langevin on Unsplash
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