Dal podcast al romanzo: Daniela Delle Foglie ci racconta “Sbagliata”

Scritto da Carlotta Pistone
sbagliata

Al giorno d’oggi non è raro che i giovani si sentano fuori luogo, insicuri, incasinati. Ma di chi, o di cosa, è la colpa? Se di colpa si può parlare… Daniela Delle Foglie ha creato – insieme a Virginia Valsecchi – un podcast da cui è poi nato il suo romanzo omonimo, “Sbagliata”.
Al centro le tragicomiche vicissitudini della trentenne romana Emma, che a sbagliare ci si impegna proprio parecchio!

Emma ha trent’anni e la sua vita è un mezzo disastro. A salvarla è un lavoro che ama – ma con il quale fa fatica a campare – e la sua migliore amica e coinquilina Bianca, in qualunque momento e stato fisico/emotivo pronta a soccorrerla tra un naufragio sentimentale e l’altro. Il problema è che Emma non sa nuotare, è consapevole di non riuscire a stare a galla, ma continua a buttarsi a mare – e in fiumi alcolici -, avvinghiata a sacchi di sassi e sabbia. Ergo, uomini che sono veri e propri ‘casi umani’. A parte uno, Matteo, da cui scappa a gambe levate non appena avverte nell’aria sentore di felicità. Perché? Beh, non è questa la sede per svelarlo. Ma lo è per farci raccontare altri dettagli da Daniela Delle Foglie.

Daniela è infatti autrice del romanzo “Sbagliata” (Mondadori), ma prima ancora dell’omonimo podcast (Sirene Records) che ha spopolato negli scorsi mesi, realizzato insieme a Virginia Valsecchi e con Pilar Fogliati nella ‘voce’ della nostra Emma.

E ora… la parola a Daniela Delle Foglie:

  • Cara Daniela, partiamo proprio da Emma. Come, quando e perché è nata la protagonista del podcast e poi del romanzo “Sbagliata”?

Emma è nata dall’incontro fortunato di tre donne: la sottoscritta, Virginia Valsecchi e Pilar Fogliati. Virginia, la produttrice, mi ha lanciato la sfida di provare a scrivere un podcast fictional che avesse al centro un’eroina femminile contemporanea complessa e con fragilità in cui tanti potessero rispecchiarsi.

L’idea era quella di farla interpretare da Pilar, un’attrice in grado di restituire verità, ma anche di gestire bene il registro comico.

Quindi ho raccolto tutti i ricordi sul mio passato confuso da single e ho rubato qualcosa alle storie delle mie amiche. Emma è una sorta di crasi tra me e le mie amiche, perché tutte noi siamo state Emma almeno una volta nella vita.

Emma, oltre che un personaggio, è una fase della vita di tutti e dalla protagonista di un podcast è diventata la protagonista di un romanzo.

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Daniela Delle Foglie

  • Emma ha le sue motivazioni personali per sentirsi e voler essere “sbagliata”, ma comunque le sue esperienze sentimentali e professionali – non proprie rosee – ben rappresentano una buona parte dei trentenni di oggi. Anzi, allargherei la fascia di età dai 25 ai 40 anni… Secondo te questo sentirsi sbagliati dei ‘nostri’ giovani è una colpa della società, o talvolta si tratta di una sorta di “scusa” dietro la quale nascondersi per non affrontare le difficoltà della vita?

Credo che la società della ‘performance’ in cui viviamo ci porti a sentirci sbagliati anche quando non ci sono motivi validi. Una persona insicura è più manipolabile, una persona insicura spende di più. Al mondo la nostra insicurezza serve. Una donna che non si piace, ad esempio, tende a far girare l’economia molto di più di chi è in pace con il proprio corpo.

Dall’altra parte, però, spesso ci sentiamo sbagliati per abitudine. La nostra insicurezza è una sorta di comfort zone e in questo caso è bene uscirne per evitare di rimanere intrappolati.

  • Il rapporto più importante e solido che Emma riesce a mantenere – non grazie a lei – nella sua quotidianità, è quello con la migliore amica e coinquilina Bianca, che è un po’ il suo alter ego. Che cosa ne pensi della loro amicizia? E, più in generale, dell’amicizia tra ragazze/donne?

L’amicizia femminile è il fondamento della mia vita. Molto prima del rapporto con un uomo, il rapporto con un’amica ti forma e ti salva. Oggi sono la donna che sono grazie alle amiche che hanno fatto parte della mia vita.

Le amicizie femminili sono spesso complesse e tormentate, ma sono rapporti di una ricchezza unica. La solidarietà che si può instaurare tra due giovani donne in crescita è una cosa preziosissima e delicata, ed è quello che ho cercato di raccontare scrivendo il rapporto tra Bianca ed Emma.

La loro è un’amicizia solida, a volte un po’ sbilanciata, perché Emma si aggrappa spesso a Bianca e Bianca dal canto suo tende a farle da madre. È un’amicizia ancora in evoluzione che incontrerà momenti di crisi da cui ne uscirà ancora più rafforzata.

  • Leggendo “Sbagliata” si provano sentimenti contrastanti nei confronti di Emma, anche perché il romanzo è sì una divertente commedia, ma soprattutto rivela, pagina dopo pagina, un complesso percorso di evoluzione interiore. Che rapporto hai tu con la tua protagonista?

Io adoro Emma. Provo per lei una tenerezza incredibile, la stessa che provo per le mie amiche che ancora non riescono a volersi bene, la stessa che provo per la me del passato che cercava amore nei posti sbagliati e non riusciva ad accettarsi.

Ho un debole per la fragilità umana, non amo chi si sente perfetto, vincente o arrivato. Non c’è nulla d’interessante nella perfezione e non capisco perché la si insegua tanto, è nell’imperfezione che si nasconde la verità ed è a quella a cui dovremmo restare fedeli.

Emma è vera nel bene e nel male, è vera anche quando sbaglia.

  • Tu sei sceneggiatrice e autrice per la tv, con Virginia Valsecchi hai ideato un podcast di grande successo e “Sbagliata” è il tuo quarto romanzo. Insomma, la scrittura è decisamente il tuo elemento! Hai qualche consiglio da dare agli aspiranti scrittori e a coloro che vogliono trasformare la passione per la parola scritta in una professione?

Il consiglio che darei è di scrivere tanto, soprattutto quando sentono che una storia è necessaria, quando sentono che quella storia può portare a un cambiamento anche solo dentro di loro.

E poi, per quanto riguarda la scrittura televisiva, consiglio di studiare, frequentare corsi, scuole o master per acquisire gli strumenti del mestiere senza i quali è difficile confrontarsi con altri nel mondo del lavoro.

  • Il podcast, in tutte le sue declinazioni, è un format molto in voga in questo periodo, ma di cui non tutti conoscono bene le dinamiche. Ci racconti un po’ come funziona a livello di scrittura? E come hai vissuto l’esperienza del ‘dietro alle quinte’?

“Sbagliata” è un podcast fictional, quindi il processo creativo e di scrittura è stato molto simile a quello di una serie televisiva. La differenza maggiore è negli script, dove al posto di ambientare le scene nello spazio si usano i suoni per creare l’ambientazione.

È stata una sfida enorme, una grande scommessa per tutti, e per me come autrice in primis.

I due giorni in studio con gli attori sono stati speciali, capita raramente di lavorare così a stretto contatto insieme sui testi e l’interpretazione, un’esperienza preziosa che spero di poter riportare in ambito televisivo sui miei futuri lavori.

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